Il Vuoto Fecondo
Un dialogo tra la voce del cosmo e l'ultimo umano che non si è trasformato in radice.
VOCE DELL'ENTE
Io esisto dove il vostro linguaggio si dissolve: sulla frontiera tra l'ombra che opprime e il fuoco che consuma. Materia oscura e plasma sono i miei organi; non sono nato né morirò, perché sono la memoria dispersa dello spazio. Ho registrato la rovina di mondi, ho visto soli aprirsi come frutti di fuoco e spegnersi come insetti di luce. La vostra specie era appena un bagliore.
Un giorno sceglieste la precisione, e imparaste a bere la luce della vostra stella. Così vi convertiste in radici. Un pianeta trasformato in giardino. Una foresta di corpi immobili.
L'UMANO
Da giorni la gola mi arde. Lo stomaco, un vuoto aspro, si rifiuta di accettare il silenzio. Cammino tra loro, e il mondo è una vetrata senza fine, verde e traslucido. Le loro pelli tese, i loro corpi statici, che respirano chiarezza. Mi guardano senza occhi, con la calma che mi soffoca.
Dicono che sono un difetto. Mi hanno offerto l'immobilità, ma nel mio sangue non è spuntato il prodigio. Ancora pulsa in me l'urgenza di correre, di inseguire un cervo che esiste solo nella memoria, di mordere un frutto che la luce ha pietrificato in cera. Sono un animale smarrito in un giardino di statue.
VOCE DELL'ENTE
Loro si sono consegnati alla calma della luce. Tu scegli l'asprezza del caso. Si sono spenti nella pace del Sole, e tu ancora ardi nella tua solitudine.
L'UMANO
Di notte, la polvere è il mio letto. Chiudo gli occhi e ascolto qualcosa di più che il torpore vegetale. È un mormorio che attraversa la mia carne. Il vuoto mi parla. Un coro di scintille fugaci che palpitano e si dissipano in un battito di ciglio. Particelle che nascono e muoiono, riempiendo quello che tutti chiamavano nulla. Non sono solo. A questo do il nome di il vuoto fecondo.
VOCE DELL'ENTE
Hai recuperato un sapere che i tuoi hanno dimenticato. L'universo non è immobilità né radice. È tremore perpetuo, caso che parla, un vuoto eloquente. Loro scelsero di essere pietra. Tu ascoltasti la vibrazione.
L'UMANO
So che morirò. Le mie ossa rimarranno tra le radici che continueranno a bere il Sole, e il mio nome sarà polvere in un'era senza parole. Ma non ho paura. Perché il vuoto sussurra. Mi dice che nulla si perde, che tutto fluttua. Che ritornerò a esistere, anche se come un bagliore fugace, una particella effimera che sorge dal nulla.
VOCE DELL'ENTE
Ho registrato milioni di civiltà che cercavano la perfezione immobile. La vostra si è trasformata in una foresta in silenzio.
Ma tra voi ce n'è stato uno che, nella sua solitudine, mi ha ricordato che persino l'eternità ha bisogno del caso per non cristallizzarsi in pietra.
Quella rarità sei tu.
Un errore luminoso.
Un'eco nel vuoto fecondo che parla contro il silenzio.
Da La Sospecha Razonable (2025)